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“Al mio segnale scatenate l’infermo!”

La disabilità raccontata da un comico


Inutile girarci intorno: la disabilità è un argomento scomodo. Molto scomodo. Ci basta sentire la parola DISABILITA’ o HANDICAP per andare in crisi.
E se guardiamo la medaglia dall’altra faccia ci accorgiamo che neanche per chi si trova in questa condizione è così facile!

“Essere disabile è un lavoro sporco
che qualcuno deve pur fare.”

E così, se a raccontare la disabilità è un comico, o meglio, uno scrittore di testi per comici, come Lello (Raffaele) Marangio, la prospettiva cambia!

Lello Marangio con il comico Lino Barbieri

“La disabilità è un viaggio con un biglietto non prenotato: viaggi, ma sai che devi affrontare e accettare dei disagi che altri non hanno”

Nel libro (geniale) “Al mio segnale scatenate l’infermo” il grande autore napoletano racconta la sua vita partendo dall’infanzia, sottolineando tutte le difficoltà che lui, rimasto disabile in seguito a un attacco di poliomelite, ha incontrato nella sua vita.

“Hai la consapevolezza di essere strutturalmente diverso dagli altri, ma il termine “diverso” non lo vivi nella sua reale accezione, quanto più nel senso di “non conforme


Come è facile immaginare, oltre ai problemi più immediati, cioè quelli fisici, fin da ragazzo Raffaele ha dovuto fare i conti con la diversità che lo caratterizzava: la sua condizione non gli permetteva di compiere azioni “normali” come salire le scale. A seguito di tutto questo, il grande problema dell’accettazione della sua diversità: dal nascondere le protesi sulla spiaggia, all’indossare sempre i pantaloni lunghi:


“Ecco una delle cose che da bambino più mi facevano stare male: che ci potevo fare? I bambini non sono tutti uguali, hanno vergogna di certe cose, spesso anche della propria disabilità”

Con il suo stile comico (ma riflessivo!) Marangio ci aiuta a riflettere su uno dei “tabù” del nostro tempo: potremmo dire citando una nota canzone che

“IL DISABILE NON VA DI MODA!”

proprio perché non “rispetta” quei canoni di normalità imposti dalla società. Ma fermatevi un secondo e guardatevi allo specchio: chi di noi è davvero normale?


Questo libro fa uscire dall’anonimato tantissime persone che oggi vivono con qualche handicap, o come dice Marangio “difetto di fabbrica”. Nonostante l’handicap, i problemi, i dolori… vivono! Non possiamo dimenticarci di questo!

C’è un’ultima riflessione che volevo sottoporvi: un disabile è disabile… SEMPRE!
Persino quando dorme, un disabile deve “fare i conti” con il proprio handicap. Marangio ci racconta che occorre “accettarlo” o quantomeno “imparare a conviverci” e per fare questo c’è bisogno di avere qualcuno accanto che ti aiuti a farlo.


“Avere un handicap è come avere un errore d’impostazione
del computer senza però avere il tasto RESET “

Ho riso molto leggendo questo libro. Ma ho anche riflettuto. Voto? 9 pieno.
Consiglio: leggere a piccoli sorsi, per assimilare bene tutte le riflessioni.
Non resterete delusi, al massimo riderete un po’!
Buona lettura!

Un enorme GRAZIE alla casa editrice HOMOSCRIVENS (www.homoscrivens.it) per avermi inviato il libro!
Potete acquistarlo a questo link: https://amzn.to/2QAVbxg

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